Comprendo i tanti che ci sono andati – non diro’ in buona fede – credo che ognuno che e’ andato lì lo abbia fatto animato da un proprio impulso e orientamento ben preciso.
Solo che ognuno aveva il suo.
Per cui se la razionalita’ ancora ha un senso chi, e come, fara’ a far pesare quella piazza e per quale obiettivo ?
Certo, si dira’ – come con volpina demagogia ha detto il giornalista promotore – che si pongono domande e non si danno risposte eccetera eccetera..si, campa cavallo..
Ma questo non cambia di una virgola la questione.
In fondo a ben vedere pero’ un senso quella piazza forse lo ha avuto.
I media di proprieta’ delle famiglie principali del capitalismo italiano, dopo aver esercitato per mesi la loro pressione sulle rappresentanze politiche dell’opposizione, di fatto le sfiduciano e fanno da sé.
E a poco vale che queste opposizioni siano corse in quella piazza lo stesso.
E’ come quella gag del buon Toto’ – ricordate ?
A quel signore che lo riempiva di botte, urlando il nome Pasquale, lui, gonfio dai colpi subiti esclamava, e che mi frega che sono Pasquale io!
In fondo queste famiglie sono dei piccoli Musk, aspirano a impossessarsi della politica italiana nella stessa maniera.
Facendo politica in prima persona e chiedendo di fatto alla politica ufficiale di farsi un po’ di lato.
Peccato che di Musk e suoi – questi epigoni nostrani – non hanno ne’ le risorse ne’ le geniali capacita’ di innovazione.
Qualcuno, di questo dovrebbe avvisare quelli che si sono alternati al microfono (in fondo certe testate di stampa e certi talk TV spostati in piazza).
Discorsi venati di buonista ipocrisia, in realta’ piuttosto arroganti.
Finti incerti e problematici, in realta’ ben consapevoli, loro, di ciò che stavano facendo.
Certo, le opposizioni ufficiali di cui dispone il Paese se lo sono meritato, la loro inconsistenza e inefficacia e’ imbarazzante.
Ma qui si va dalla padella alla brace.
Per questo dico da tempo che quel che serve è riprendere la scena con la nuova composizione sociale di classe emersa dai grandi cambiamenti del lavoro.
Aiutare questo nuovo movimento operaio a fare irruzione nella scena.
Non c’e’ alcun altro obiettivo anteposto a questo, anche la pace la difendi sul serio solo così.
Non e’ una tigna culturale ma sempre di piu’ una esigenza politica vitale.
Il resto saranno le chiacchiere delle prossime ore sui numeri della piazza, sul suo significato politico, dove ognuno cerchera’ di tirare qualche consenso verso la propria parte.
E dei discorsi roboanti fatti lì oggi sull’importanza dell’Europa resterà ben poco.
Perfino di quel sentimento autentico che avra’ ispirato molti che li sono andati in piazza.
Di questo non restera’ niente.
Resta l’operazione politica (anzi politicista) che descrivevo, vedremo poi con che seguito.
E resta l’Europa reale.
L’unica Europa che c’e’, quella che ha appena deciso un pericolosissimo riarmo, che costa peraltro tanti soldi.
In Europa sono maturate due guerre mondiali.
Speriamo che questa Europa reale non ci porti alla terza.
Con buona pace dei Serra, degli Scurati, dei Vecchioni e dei loro datori di lavoro.
Vito Nocera

L’intervento è tratto dalla sua pagina social